L’ultimo, dirompente leak è cominciato ieri sera, intorno alle 22. Gli oltre 250mila documenti riservati raccolti dalla squadra di Julian Assange hanno iniziato a fluire una goccia alla volta dalla clessidra di Wikileaks, scatenando quello che già nella giornata di ieri era stato annunciato come " imbarazzo diplomatico di proporzioni globali". Nel giro di nemmeno un’ora abbiamo scoperto che dietro i sorrisi, gli scambi di costosi regali e le foto di gruppo ai meeting internazionali, si celano gli impietosi verdetti delle ambasciate Usa sparse per il mondo.
Scopriamo così che Berlusconi viene considerato un leader " incapace, vanitoso, politicamente e fisicamente debole" e che i suoi frequenti e cordialissimi incontri con Putin suggerirebbero che il presidente russo sfrutti il nostro premier come " il suo portavoce in Europa". Che la Merkel è " poco creativa", Gheddafi " ipocondriaco", Hu Jintao " egemonico" e così via…
Ma forse imbarazzo non è la parola giusta, perché i nuovi documenti che vengono rivelati ogni ora vanno a generare pericolose crepe non solo negli equilibri diplomatici internazionali. Un documento pubblicato stamattina conferma l’attacco hacker che la Cina ha perpetrato nei confronti di Google (si pensa per collezionare dati sui dissidenti cinesi che operano in Rete); altri documenti indicano il presidente afgano Ahmed Karzai come " paranoico" e il suo fratellastro come un " trafficante di droga corrotto " che interloquisce con i talebani.
È solo la punta di un iceberg di documenti così scottanti e trasversali che Wikileaks ha deciso di centellinarli nei mesi a venire. Come spesso succede quando si ha un overflow di dati, il rischio è quello di lasciarsi sfuggire notizie importanti, o di passare oltre senza avere il tempo di individuare i collegamenti fra di esse. Per fortuna, già in queste ore molte testate si sono attivate per fornire strumenti di navigazione utili a chi non voglia perdersi un solo leak di quella che il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha voluto battezzare " L’11 settembre della diplomazia".

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La prima tornata di documenti è stata affidata nella serata di ieri a cinque importanti testate internazionaliNew York Times, El Pais, Le Monde, Der Spiegel e Guardian – che hanno subito attivato un canale apposito per seguire lo sviluppo del leak. Tra questi la migliore finestra è la pagina U.S. Embassy Cables fornita dal Guardian. Il portale mette a disposizione live update, editoriali, approfondimenti, una rassegna delle reazioni internazionali e, soprattutto, un’efficace mappa interattiva che permette di esplorare il database utilizzando come parametri i tag dei documenti e gli stati interessati.
I naviganti che fossero interessati unicamente ai dati nudi e crudi possono affidarsi al Cable Viewer allestito da Wikileaks.

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