LIDO. Darsena di San Nicolò e Palacinema: questi i due temi più gettonati dai lidensi che si rivolgono al camper della Nuova, per quel che è risultato essere un autentico coro di proteste. All’indomani della presentazione in Municipalità, del progetto per il porto turistico, i residenti chiedono che si torni indietro.
Ad aprire le danze è Arrigo Battistini. “Nel corso dell’assemblea pubblica di lunedì l’architetto Magnani ha annunciato che nella darsena ci potranno arrivare anche tre yacht da 150 metri l’uno, e che si tratta di rivalutare una zona periferica del Lido. Ma stiamo scherzando? La zona di San Nicolò è una delle più ricche di storia di tutta la laguna e piena di verde. Il problema è che per questa gente ha valore solo se viene tutta cementificata”.
Gianni Vianello rincara la dose: “La darsena sarà un business solo per chi la gestirà. Gli imprenditori lidensi sono degli ingenui, credono ancora di poter godere di ricadute positive una volta che sarà realizzata. In realtà da quell’area non uscirà nemmeno un euro per loro e per l’isola. Qui c’è gente che ci ruba il territorio da sotto il naso per sfruttarlo a proprio uso e consumo, e non la si riesce a fermare”.
E sul Palacinema aggiunge: “Se non si facesse più, i lidensi non si offenderebbero. Ma che non ci vengano a dire che la colpa è di chi si è opposto in questi anni alla costruzione del nuovo edificio. Non si è fatto altro che mettere in evidenza una cosa lampante: che non c’era la copertura finanziaria, e così puntualmente è stato. Che si ristrutturi il Casinò e si faccia una sala sopra il livello del terreno, riempiendo quella buca inutile”.
“Il problema è la mancanza di concertazione – ribadisce Marco Zanetti – altrimenti poi si finisce col fare sempre qualcosa che la gente non chiede oppure che non serve. Perchè, a due mesi dall’inaugurazione mancata del nuovo Palacinema per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il commissario straordinario Vincenzo Spaziante è ancora al suo posto, non ha terminato il suo incarico?”.
Daniela Milani avanza una ulteriore proposta. “A prescindere che la darsena non mi interessa e mi impedirà di godere del panorama quando rivolgerò lo sguardo verso il Friuli, penso che i resti del vecchio forte Quattro Fontane, invece di essere distrutti, dovrebbero essere rivalutati come accade a Roma o in altre città d’arte. Mostrandoli alla gente con luci e pareti trasparenti attraverso percorsi visibili a tutti”.
Quindi è il turno dell’avvocato Mario D’Elia. “Lunedì il commissario Vincenzo Spaziante ha detto che il Lido è ridotto a spazzatura – attacca – Siamo d’accordo, peccato non sia così per colpa di lidensi e veneziani, bensì di chi ha impedito la divisione in due Comuni tra Venezia e Mestre”.
“Si è dimenticato quanto importante è la natura – sottolinea Renato Ingrao – Siamo vittime di sistemi economico/sociali folli con una cementificazione che non rispetta più nessuno. Non si considera la storia di un luogo, si segue un adattamento mediocre e soprattutto non si riflette su quel che si fa. I risultati sono davanti agli occhi di tutti. Uscire da questa situazione sarà molto dura”.
Infine Assunta Cuozzo, rappresentante del Garden Club Lido. “Se ricoprono la buca del cantiere del Palacinema, rivoglio i 130 alberi che sono stati abbattuti per nulla tra le pinete e il parco accanto l’ex Casinò. Poi sarebbe bello capire perchè una diga come quella di San Nicolò deve essere utilizzata per posteggiarci 4-500 automobili in caso si faccia la darsena. In pratica, per raggiungere il porto turistico, al Lido la gente ci deve venire con l’auto utilizzando il ferry boat? Qualcuno deve essere impazzito”.

Fonte: http://www.okkioallespalle.it

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