Presentato il programma della Mostra del Cinema: il nuovo film di Madonna “W.E.”, l’esordio nel lungo di James Franco, “Amore carne” di Delbono e pochi titoli gay tra cui il canadese “Maré

Sarà presentato in anteprima mondiale, fuori concorso, alla 68esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (31 agosto – 10 settembre), l’attesissimo “W.E.” di Madonna, sua seconda prova da regista dopo il curioso “Sacro e profano”. Produzione molto più corposa e anche ambiziosa, “W.E.” è stato girato tra la Costa Azzurra, Parigi, Londra e New York. Incentrato sul controverso legame sentimentale tra Edoardo VIII e l’ereditiera americana divorziata Wallis Simpson per la quale abdicò al trono, potrebbe finalmente ‘lanciare’ il delicato James D’Arcy (“Screwed”) e la ‘neoKidman’ australiana Abbie Cornish (“Bright Star”). Una curiosità: la figlia di Madonna, Lourdes Leon, dovrebbe avere il ruolo cameo di Wally da giovane.

l superfriendly James Franco, dopo alcune prove convincenti come regista di corti pluripremiati in vari festival anche gay, proporrà nella sezione più sperimentale, “Orizzonti”, il suo esordio nel lungometraggio , il biopic “Sal” sulla movimentata esistenza dell’attore bisex Sal Mineo. Divenuto celebre grazie a “Gioventù bruciata” che gli valse la sua prima nomination all’Oscar, Sal Mineo fu uno dei primi attori in assoluto ad ammettere la propria bisessualità e morì a soli 37 anni dopo un’aggressione probabilmente omofoba spacciata per rapina. Lo impersona il semisconosciuto Val Lauren, che a questo proposito ha dichiarato: “Sal Mineo era straordinario e allo stesso tempo un ragazzo molto complesso. La gente lo conosce per “Gioventù bruciata”, ma tecnicamente lui è stato il primo attore a fare coming out. Era molto coraggioso”.

Sempre in “Orizzonti” spicca l’anarcoide “Amore carne” del talentuoso autore teatrale Pippo Delbono con un cast da urlo: Marisa Berenson, Irène Jacob e Sophie Calle. Intrecciando le melodie vorticose del violino rumeno di Alexander Balanescu con i versi poetici di classici quali Pasolini, Rimbaud, Whitman e Eliot, “Amore carne” si propone di “cercare quei fili segreti, magici forse, che uniscono le persone, le storie, al di là delle differenze, al di là delle nazioni, della lingua, al di là dell’essere ancora qui vivi, al di là dell’essere già partiti”.
Tre i film italiani in concorso: “Quando la notte” di Cristina Comencini, “Terraferma” di Crialese e l’outsider “L’ultimo terrestre” dell’illustratore e fumettista Gian Alfonso Pacinotti detto “Gipi”.

Si inaugura il 31 agosto col nuovo film di e con George Clooney, il politico “Le idi di marzo”, anche qui con un cast davvero deluxe: oltre al neosingle più adorato del pianeta, ecco Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei e Evan Rachel Wood.
Tornerà anche il premio glbt del festival, il Queer Lion arrivato alla quinta edizione, anche se sulla carta pare che i titoli gay non abbondino, come ormai succede da un paio d’anni ai festival generalisti. Tra i concorrenti al Leone Arcobaleno ci sarà sicuramente il canadese “Marécages” (“Acquitrini”) di Guy Edoin, presentato alla Settimana della Critica, sui turbamenti emotivi di un giovane adolescente alla scoperta della propria sessualità e sconvolto dalla morte improvvisa del fratello.

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