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A dieci minuti da San Marco, ospiterà un mega albergo

Lido di Venezia – L’isola di Santo Spirito nella laguna di Venezia, a dieci minuti di motoscafo da piazza San Marco e cinque dal Lido, è in vendita. L’annuncio è stato dato ieri dall’immobiliare cui la società Poveglia, proprietaria dell’isola, ha dato l’incarico: la Colliers International. L’isola, su cui da un anno sono in corso lavori di consolidamento dei resti di un vecchio convento, diventerà molto probabilmente la sede di un megalbergo, come è già successo a altre isole vicine. Oppure, chissà, sarà acquistata da un ricco emiro per farne una residenza privata.

LA VARIANTE – Tutto ciò oggi è possibile grazie alla variante urbanistica al Piano regolatore che è stata concessa dal Comune circa sei mesi fa, e che permette il recupero di circa 3.500 metri quadri di strutture esistenti e la realizzazione di ulteriori 4.500 metri quadri di nuove costruzioni. Le destinazioni di uso che sono state ammesse sono il residenziale, il ricettivo, l’alberghiero e il direzionale. Il prezzo di vendita non è stato reso noto: «Stiamo sondando i potenziali investitori» dichiara Massimo Saporito, responsabile degli investimenti della Colliers International in Italia.

LA STORIA – Le notizie più antiche su Santo Spirito, che si trova tra Poveglia e San Clemente e dà il nome al lungo canale che la costeggia, risalgono al 1140, quando vi ebbero sede i Canonici Regolari. Due secoli dopo, nel 1380, i monaci furono cacciati dall’isola, e vi arrivarono i Cistercensi. Nel 1430 fu la volta degli Eremitani che ricostruirono la chiesa su progetto del Sansovino e la arricchirono con tele di Palma il Vecchio e di Tiziano. Nel 1656 il Papa Alessandro VII soppresse l’ordine degli Eremitani e vendette i beni per un milione di ducati. Tutte le opere d’arte furono trasportate alla Salute, e Santo Spirito finì per ospitare i nunzi apostolici e gli ambasciatori in visita a Venezia. Successivamente accolse i frati dell’isola di Candia, fuggiti dalla guerra, fino a quando l’isola passò ai francesi. Napoleone diede l’isola alla Marina, trasformando gli edifici in polveriere e caserme che furono usati fino alla seconda guerra mondiale e poi abbandonati. Tra il 2002 e il 2003 l’isola è stata venduta dal Demanio a un gruppo di imprenditori padovani riuniti nella società Poveglia. Che adesso intende passare all’incasso.

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